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Notte re la Focalenzia 7-8-9/12/2016


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Pro Loco Castelfranci - La prima Chiesa di Maria SS. del Soccorso

La prima Chiesa di Maria SS. del Soccorso

 Categoria: Il Territorio - La prima Chiesa di Maria SS. del So  Commenti: 0

Verso la metà del secolo XVII la cappella viene demolita e al suo posto, sullo stesso sito anche se abbassato rispetto al precedente, viene costruita la prima chiesa. Su questo aspetto particolare e determinante della storia non abbiamo notizie dirette. È possibile tuttavia risalire a questo periodo dal contenuto di alcuni atti il primo dei quali, per la stessa provenienza, assume carattere di ufficialità. Si tratta del manoscritto "Acta seu Gesta Fr. Antonimi a S. Micaeli R. mi D. ni Episcopi Montis Marani et Alioru (m)" redatto a seguito della visita pastorale compiuta dal vescovo Rodriquez il 17 settembre del 1565. Questo atto ci consente di eliminare ogni possibile dubbio sulla consistenza strutturale e architettonica della costruzione che presenta una superficie maggiore consentendo una distribuzione più funzionale e sicuramente diversa dello spazio interno. Per effetto di ciò la nuova costruzione viene ad inserirsi in un contesto urbanistico in movimento rispetto al passato, ed è essa stessa cagione di nuovi insediamenti che, a cominciare dal piano interessano le zone circostanti, conferendo al tutto un aspetto meno primitivo e più completo.

Rispetto alla chiesa attuale possiamo dire che l'impianto del 1500 e di conseguenza l'antica cappella, assumono come punto di origine la balaustra occupandone, sia pure con volumi diversi, lo spazio corrispondente oggi alla navata centrale. Vi si accede ancora da un piccolo ingresso, unico per il momento e privo dell'antiporta di legno, mentre l'interno della chiesa è ancora privo del pavimento. Questo ricavato come il precedente in terra battuta è esposto a continue infiltrazioni di acqua che in poco tempo rendono la costruzione estremamente umida.

L'altro documento che da solo potrebbe sostenere la tesi dell'edificazione avvenuta ne XVI secolo è il manifesto fatto preparare in occasione dei festeggiamenti del 1926 e che costituisce in un certo qual modo la chiave di lettura per molti degli avvenimenti che caratterizzano la storia della chiesa.

Nel 1926, contrariamente a quanto sostenuto, non si festeggiava il centenario della prima Incoronazione dell'Effige Miracolosa ma il "Quarto Centenario di Maria Santissima del Soccorso".
Era il 2 agosto 1926, i Castellesi nella gioiosa serata di festa gremivano la piazza, la Chiesa, le strade, l'orchestra suonava, improvvisamente la piazza fu scossa da micidiali e terrificanti scoppi. L'enorme quantitativo di materiale pirotecnico, custodito in una abitazione vicinissima alea piazza, esplose; diciotto Castellesi persero la vita, altri rimasero feriti.

Quarto Centenario che ci riporta agli inizi di quel XVI secolo che vede finalmente costruita la prima chiesa nello stesso sito della vecchia cappella sancendone una continuità storica e urbanistica.

I lavori del campanile.

Realizzato su tre ordini composti e non ancora completati, costituisce per questo periodo un corpo di fabbrica indipendente dal resto della chiesa. Vi si accede grazie a due ingressi ricavati ad occidente e a mezzogiorno, mentre la muratura, eccezion fatta per il lato che guarda a sud e che poggia su solida roccia, ha un contatto diretto con il terreno. Gli spigoli vengono abbelliti con pietre lavorate. Alcune di queste mostrano scritte come "Regina Celi" o fregi particolari risalenti ad epoche precedenti.

Di notevole interesse le due edicole funerarie sistemate nel primo e nel secondo ordine della torre stessa, risalenti al 1° secolo dopo Cristo, periodo imperiale.

 
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