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Notte re la Focalenzia 7-8-9/12/2016


Nel centro storico di Castelfranci, lo spettacolo dei falò, stand gastronomici con piatti tipici, tanta musica dal vivo, artisti di strada e tanto vino di Castelfranci!

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Pro Loco Castelfranci - La Storia

La Storia

 Categoria: Il Territorio - La Storia  Commenti: 0

Storicamente molti fanno risalire l'origine del paese al primo arrivo dei Franchi in Italia ovvero, subito dopo la divisione del ducato beneventano tra Radelchi e Siconolfo, avvenuta nell'anno 849. In questo periodo Ludovico II° chiamato per scacciare i saraceni, nel solo intento di impedire sconfinamenti provenienti dal versante di Acerno e dalle sponde del fiume Calore, pensò bene di allestire nel nostro territorio un 'castrum' presieduto dai franchi.

Sorse cosi Castelfranci, ovvero, Castrum Francorum.

Secondo altri, invece, l'origine va inquadrata negli avvenimenti politici del 1138. Dopo tale distruzione, o alcuni superstiti o, probabilmente, alcuni militi del seguito reale si insediarono in queste terre dando cosi origine ad un nuovo nucleo detto "franco" o perchè realizzato su di un terreno ancora "immunis a prestationibus" o perchè fondato da "militex genere francorum".

Un ventennio piu tardi compare per la prima volta il Castellitium Franci quod est feudum j militis [Jamison, Evelyn, Catalogus Baronum, p. 128, n. 729]. Con il trascorrere del tempo il borgo si espande assumendo il nome di Castello Franco nel documento in esame, e Castrum Francorum a cominciare dal 1370 [Pergamena n. 3887].

Con la distruzione di Montemarano avvenuta nel 1138 ad opera di Ruggero II°, la signoria del castello passa nelle mani di Landolfo, suffeudatario di Raone di Fragneto.
Perviene poi ad Elia di Gesualdo che indica quale suo suffeudatario Guaimario Saraceno. Da questi il feudo passa ai Virgato, ai De Andigot, ai Caracciolo, ai d'Aquino, ai Lagonessa, a Landolfo Caracciolo, quindi a Tommaso d'Aquino, conte della Cerra che lo acquista dal Landolfo tenendone la signoria fino al 1254 allorquando lo rivende nuovamente allo stesso Landolfo come dote della moglie Beatrice d'Aquino, sorella di Tommaso.

Con i Lagonessa le fortune del borgo non migliorano. Al contrario, allo stato di miseria si accompagnano le angherie, le sovvenzioni che i signori esigono dai vassalli, una provvigione annua fatta a favore della moglie Carlo Lagonessa, i lavori che i nuovi padroni realizzano nel castello e via dicendo.

Con l'avvento degli Aragonesi le venture dei Lagonessa sembrano rinascere. Ferrante I° d'Aragona, infatti, conferma Enrico di Lagonessa e sua moglie Caterina Caraczule nel dominio di Castelfranci. Questo fino al 1452 allorquando, per effetto della guerra tra gli Angioini e gli Aragonesi, il feudo perviene a Giacomo Antonio Della Marra.

Tuttavia, è l'evento pestifero del 1656 ad imprimere una svolta determinante all'evoluzione urbanistica dell'abitato. Le nuove costruzioni si avvicinarono sempre di più al castello dal quale sono separate solamente dalla strada detta S. Pietro, rendendo necessario intervenire con lavori di disfacimento dell'enorme massa rocciosa che protende verso la frana Fosso nella cui area di risulta vengono ora costruite le nuove abitazioni, e una strada corrispondente oggi al vico de'Calabresi.

Urbanisticamente, invece, il primo nucleo si definisce, probabilmente, nel corso del IX secolo, a seguito di quella che può essere definita una forma semplice di associazione spontanea. E' un insediamento provvisorio che interessa la parte alta del borgo, corrispondente oggi alla Piazza Municipio caratterizzata dalla costruzione del Castello Franco, e la bassa, definibile nell'area urbana Tufiello-Pendino, con tuguri in pietra ad un solo piano edificati lungo la rupe che protende verso il fiume Calore. In questa zona, sempre nel corso del IX secolo, sarebbe sorto il primo agglomerato.

 
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